Il silenzio dell’ adrenocromo

 Il silenzio dell’ adrenocromo

Veleno Quanto Basta

Senior intelligence analyst, Strategic Comunication Expert, Senior Social Engineerig Analist, Ancient Culture ,religion analyst, Ancient test researcher, Citizen Reporter
Luglio 9, 2022 9:30 pm - 11:45 pm Virtual Event on zoom

L’adrenocromo (o “3-idrossi-1-metil-2,3-diidro-1 H -indolo-5,6-dione“, secondo la nomenclatura IUPAC) è un composto avente formula chimica “C9H9NO3” e si ottiene mediante l’ossidazione dell’adrenalina. Di conseguenza, l’adrenocromo può essere prodotto dall’organismo umano in seguito al rilascio di adrenalina.

Aldous Leonard Huxley (1894-1963; nella foto a destra) nel suo libro “Le porte della percezione: paradiso e inferno” del 1954. Certamente Huxley è stato uno scrittore visionario ma soprattutto uno sperimentatore. Oltre alla saggistica infatti s’è dedicato alla meditazione filosofica indotta dalle droghe: egli era convinto che la felicità e l’infelicità altro non fossero che il frutto di reazioni chimiche all’interno dell’organismo umano. Questa sua visione lo portò a sperimentare estesamente su di sé gli effetti di molte droghe. “L’adrenocromo – ha scritto – è un prodotto della decomposizione dell’adrenalina, può produrre molti dei sintomi osservati nell’intossicazione da mescalina. Ma l’adrenocromo probabilmente si forma spontaneamente nel corpo umano. In altri termini, ciascuno di noi può essere capace di fabbricare minute dosi chimiche di ciò che si ritiene provochi profondi cambiamenti nella coscienza. Alcuni di questi cambiamenti sono simili a quelli che si verificano nella più caratteristica peste del ventesimo secolo, la schizofrenia”. A riportare alla ribalta mediatica l’adrenocromo ha pensato il romanzo “Paura e disgusto a Las Vegas” scritto da Hunter Stockton Thompson nel 1971, da cui hanno tratto il demenziale film “Paura e delirio a Las Vegas” con Johnny Depp, in cui si parla espressamente della droga descrivendola come uno psichedelico dagli effetti simili all’LSD, anche se “la mescalina al confronto è un gingerino”.

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Il silenzio dell' adrenocromo

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